Vanno dai quattro agli otto mesi le condanne comminate da un tribunale parigino a dieci persone ritenute protagoniste di cyberbullismo ai danni di Brigitte Macron, la moglie del presidente francese Emmanuel Macron. Gli indagati portavano avanti la tesi secondo cui la Premiere Dame sia una donna trans nata uomo. Altri post e commenti riguardavano commenti ingiuriosi sulla differenza d’età tra i coniugi, parlando finanche di presunta pedofilia.
Assente all’udienza, uno dei condannati dovrà scontare sei mesi in carcere; gli altri nove, tra cui due donne, godranno invece della sospensione della pena, che sconteranno dunque in modi alternativi comunque lontani da una cella. Hanno dai 41 ai 65 anni e sono in gran parte figure note all’opinione pubblica transalpina.
Secondo il giudice, gli imputati avrebbero utilizzato un linguaggio “malevolo, degradante e offensivo” con “l’intenzione di danneggiare la querelante”.
Mentre si attende da Papa Leone XIV la chiusura della Porta Santa che domani, 6 gennaio, sancirà la conclusione del Giubileo 2025, il Vaticano tira un importante bilancio dell’appuntamento. Secondo quanto riferito oggi dal pro-prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione, monsignor Rino Fisichella, i pellegrini accorsi a Roma sono stati infatti 33 milioni, dunque due milioni in più rispetto alle stime iniziali. Bagno di folla sarà anche domani per la chiusura, mentre tra le autorità attese figura il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
“La presenza dei pellegrini non ha tolto nulla a nessuno, smentendo chi temeva che sarebbero calati i turisti”, ha detto il monsignor Fisichella nel corso dell’incontro odierno alla Sala Stampa della Santa Sede. Nello specifico, i numeri parlano di una previsione finale tra i 33,4 e i 33,8 milioni di presenze, in considerazione di una media giornaliera di 90.400 nei 358 giorni dell’Anno Santo.
Il 62,63% è arrivato dal Vecchio Continente, il 16,54% dal Nord America, il 9,44% dall’America meridionale. Analizzando i numeri per nazione, il 36,34% dei pellegrini era di nazionalità italiana. E ancora il 12,57% è arrivato dagli Stati Uniti, il 6,23% dalla Spagna. Il pienone si è registrato nel periodo del Conclave per l’elezione del nuovo pontefice (3,9 milioni) e in occasione del Giubileo dei giovani (1,3 milioni).
Siamo oramai al botta e risposta tra Donald Trump e la Groenlandia, in merito ai propositi di annessione manifestati dal presidente degli Stati Uniti d’America. Un interesse che prende maggior valore adesso, a 48 ore dall’attacco americano al Venezuela.
“Abbiamo bisogno della Groenlandia per salvaguardare la sicurezza nazionale. È molto strategica – ha detto Trump dialogando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One – Anche l’Unione europea ha bisogno che possediamo l’isola”.
“Basta pressioni – ha allora replicato sui social Jens Frederik Nielsen, primo ministro dell’isola appartenente alla Danimarca – Basta allusioni e fantasie di annessione. Siamo aperti al dialogo e alla discussione, ma tutto questo deve avvenire attraverso i canali appropriati e nel rispetto del diritto internazionale“.
Sull’argomento si è espressa anche la portavoce della Commissione europea, Anitta Hipper, ribadendo: “La Groenlandia è un territorio autonomo del Regno di Danimarca e qualsiasi modifica allo statuto spetta esclusivamente ai groenlandesi e ai danesi“.
Scene da film d’azione stamani, per un assalto a un portavalori sull’autostrada A14, all’altezza del km 402 nei pressi di Ortona, in provincia di Chieti. Intorno alle 6.30 del mattino, malviventi hanno bloccato il mezzo blindato sfruttando un camion messo di traverso e altri veicoli in fiamme, utilizzando anche fumogeni, chiodi sull’asfalto, colpi d’arma da fuoco e infine, per aprire il furgone, dell’esplosivo.
La rapina avrebbe fruttato quasi 400.000 euro. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Centro operativo autostradale della Polizia di Pescara, i Vigili del Fuoco e il personale del 118 che hanno assistito due persone rimaste intossicate dalle auto in fiamme e dai fumogeni.
Dal momento dell’assalto, il traffico su quel tratto di autostrada è bloccato con uscita obbligata a Ortona per chi è diretto verso Pescara.
Da “La nuda verità” di Alessandro D’Avenia (“Corriere della Sera”).
Epifania è una parola che usiamo solo una volta l’anno con malinconia, perché “le feste porta via”. Eppure, come avevano intuito i grandi scrittori di inizio ‘900 di fronte all’inautenticità del vivere, sarebbe da utilizzare spesso per indicare i “momenti di essere”: istanti in cui usciamo dalla semincoscienza della routine quotidiana e avvertiamo una connessione profonda con il mondo e con noi stessi, la realtà è nitida e piena di senso. La parola epifania viene infatti dal greco per manifestare, venire alla luce (dall’antica radice per splendere e rendere chiaro), il contrario significava oscurità o distruzione.
Da “Imperialismo e autoritarismo. Le due facce di Donald” di Mario Del Pero (“Domani”).
Si esprime con un lessico primitivo e invariabilmente violento, Donald Trump. Veicolato per il tramite di una sintassi destrutturata che non può non provocare sconcerto (e, talora, ilarità) in chi lo ascolta. Un linguaggio basico e infantile che ha però spesso un merito: un grande e finanche esibito candore nel non provare neanche a dissimulare le intensioni autoritarie sul piano interno e le ambizioni imperiali su quello internazionale.
Da “Estradizione dell’autocrazia ed esportazione della democrazia. Il caso Maduro” di Giuliano Ferrara (“Il Foglio”).
Sarebbe stato preferibile che un presidente meno erratico e autoritario lo avesse fatto, e magari con l’autorizzazione del Congresso degli Stati Uniti e un profilo politico bipartisan, come avvenne per George W. Bush in Afghanistan e in Iraq, ma nonostante tutto è meglio che l’erede degenere del già degenere chavismo, Nicolas Maduro, compaia di fronte a un tribunale americano dopo dodici anni di caotica e feroce dittatura, in sulfurea alleanza con Mosca, Pechino e Teheran, e dopo aver rubato all’opposizione le ultime elezioni, piuttosto che continuare a celebrare il bolivarismo e a celebrarsi come suo epigono.
Da “Governance globale e forza necessaria” di Giuseppe Vegas (“Il Messaggero”).
Il 22 maggio 1935 Clement Attlee, il capo dei laburisti che soppiantò Winston Churchill alla fine della Seconda guerra mondiale, si pronunciò alla Camera dei Comuni in senso contrario alla proposta del governo di potenziare la Raf di fronte al riarmo tedesco, proclamando che “la nostra politica non è di ricercare la sicurezza nel riarmo, ma nel disarmo… la completa abolizione di tutti gli armamenti nazionali e la istituzione di una forza di polizia internazionale agli ordini della Società delle nazioni”. Come la storia ha dimostrato, la presunta debolezza militare britannica di lì a breve consentì a Hitler di scatenare l’aggressione.
Da “Questo mondo che irride i nostri valori” di Concita De Gregorio (“la Repubblica”).
I ragazzi di là giocano a Risiko, nell’ultimo giorno di festa del mondo di prima, il primo di come sarà. Sembra una domenica qualunque, non si direbbe la fine di un tempo. Giocano. Uno di loro dice “Scusate, propongo una regola nuova, per oggi: chi prende il Venezuela sbanca tutto”. Ridono. Però non ridevano qualche ora prima, a tavola.
Da “I modi da gangster del poliziotto globale” di Alan Friedman (“La Stampa”).
Il 6 dicembre 1904, un mese dopo la rielezione, il presidente Theodore “Teddy” Roosevelt pronunciò un discorso destinato a segnare indelebilmente l’immaginario della politica estera americana. Nel suo messaggio annuale al Congresso, Roosevelt dichiarò gli Stati Uniti “poliziotto del mondo”. Parlava dell’emisfero occidentale, richiamando la Dottrina Monroe del 1823, concepita per impedire alle potenze europee di colonizzare l’America del Sud.
Sarà effettuata a partire dal prossimo 23 gennaio la perizia consistente in test psicologici per Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, i genitori della oramai nota “famiglia nel bosco“. Lo ha disposto il tribunale dei minorenni dell’Aquila, individuando Simona Ceccoli quale consulente.
La perizia arriva dopo che il tribunale aveva rigettato il ricorso dei legali dei genitori per l’allontanamento dei tre figli della coppia.
8.36 – In un comunicato diramato nella notte italiana sui social, la vicepresidente del Venezuela Delcy Rodriguez, nominata leader ad interim del Venezuela dalla Corte Suprema del Paese dopo il rapimento del presidente Nicolas Maduro, rivolge un messaggio tutto fuorché bellicoso agli Stati Uniti, da cui è partito l’attacco di sabato scorso, e alla comunità internazionale. “Il Venezuela – si legge – riafferma il suo impegno per la pace e la coesistenza pacifica. Il nostro Paese aspira a vivere senza minacce esterne, in un clima di rispetto e cooperazione internazionale. Crediamo che la pace globale si costruisca innanzitutto garantendo la pace all’interno di ogni nazione. Diamo priorità al progresso verso relazioni internazionali equilibrate e rispettose tra Stati Uniti e Venezuela, e tra il Venezuela e gli altri Paesi della regione, basate sull’uguaglianza sovrana e sulla non ingerenza”.
9.27 – Sono salite a 80, intanto, le vittime degli attacchi statunitensi in Venezuela secondo quanto riporta il “New York Times”. Tra queste sarebbero 32 i morti cubani: lo denuncia lo stesso Paese caraibico.
16.38 – “Profondamente preoccupato dal fatto che le norme di diritto internazionale non siano state rispettate nell’azione militare dello scorso 3 gennaio“. Si è definito così il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, attraverso l’intervento della responsabile degli Affari Politici, Rosemary DiCarlo, nel corso della riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite.
“Esistono le disgrazie, ma questa non lo è stata. Questa è stata una tragedia evitabile. Sarebbe bastato un po’ di prevenzione e un minimo di buonsenso“. Le amare parole dell’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, raccontano purtroppo alla perfezione la tragedia nella notte di San Silvestro nel locale “Le Constellation” a Crans-Montana. Una sciagura appunto evitabile, in cui, a causa di un incendio, sono morti 40 giovani e giovanissimi.
Le vittime italiane arriveranno oggi, 5 gennaio, a bordo di un C-130 che atterrerà sulla pista dell’aeroporto di Linate. Si tratta di Achille Barosi e Chiara Costanzo, 16 anni, i cui feretri resteranno a Milano; Emanuele Galeppini, 17, le cui spoglie arriveranno a Genova; Riccardo Minghetti, 16, di Roma; e Giovanni Tamburi, 16, di Bologna. Sono invece previsti in Svizzera i funerali della sedicenne Sofia Prosperi, che viveva a Lugano.
L’identificazione delle 40 vittime totali è stata completata ieri sera. Sempre ieri, nella località elvetica, si sono tenute una marcia e una messa. Il silenzio dei presenti è stato spezzato soltanto dagli applausi per i soccorritori intervenuti nella notte di Capodanno.
Secondo quanto riferito dalla Rts-Radio Télévision Suisse, intanto, il titolare del locale Jacques Moretti lo scorso 19 dicembre si era mosso per richiedere formalmente l’ampliamento della capienza. La presentazione della domanda è arrivata in seguito ai lavori di ristrutturazione che avrebbero ridotto l’ampiezza della scala di sicurezza.
Tremano le Marche, interessate la notte scorsa da un sisma di 3.8 di magnitudo, seguito da altre due scosse da 3.1 e 3. Secondo i dati diffusi dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il terremoto più forte, con epicentro a due chilometri dal centro abitato di Sant’Angelo in Pontano, nel Maceratese, è stato registrato alle 3.31. Aveva inoltre una profondità di 23,6 km.
Le scosse successive, avvenute tra le 3.38 e le 5.15, avevano invece epicentro tra Sant’Angelo in Pontano e Gualdo. Al momento non vengono segnalati danni.
Si chiuderanno nel gelo le festività natalizie degli italiani. Le previsioni meteorologiche per l’Epifania parlano infatti di temperature in calo e precipitazioni nevose anche a quote basse. Dipenderanno dalle correnti in arrivo dal Nord Europa che sarà anticipato da oggi, 4 gennaio, con precipitazioni anche di carattere nevoso che interesseranno specialmente l’Italia centrale e centro-meridionale e parte della Campania.
Temperature basse anche al Nord, che però dovrebbe essere risparmiato dalle perturbazioni odierne. Situazione tuttavia in netto peggioramento per domani e nella giornata dell’Epifania.
Questo il quadro presentato da IlMeteo.it all’Adnkronos, che dopo la Befana dovrebbe completarsi con nevicate a quote particolarmente basse.