Da “L’Europa è anche passato” di Ernesto Galli della Loggia (“Corriere della Sera”).

Il problema vero dell’Unione europea alla fine è uno solo: che i suoi cittadini non si sentono europei. E naturalmente un organismo politico fondato sul consenso ma verso il quale i suoi membri non sentono alcun sentimento di appartenenza, non consiste realmente in nulla. Nel senso che non riuscirà mai ad attingere il grado di sovranità necessario a prendere quelle decisioni davvero cruciali che riguardano la pace e la guerra, cioè la vita e la morte dei suoi cittadini: cioè le decisioni che attestano per l’appunto l’esistenza di un autentico attore politico.

Da “Se non vuoi la guerra non prepararti a combatterla” di Piero Ignazi (“Domani”).

C’è uno stridore assordante tra le parole pronunciate in più occasioni dal presidente Sergio Mattarella e da Papa Leone XIV e la direzione di marcia che hanno intrapreso i governanti europei. Mentre le massime autorità civili e religiose battono e ribattono sui fondamenti della civiltà europea, e in senso lato umana, e cioè sulla pace, la comprensione reciproca e la convivenza civile, i dirigenti politici di quasi tutti i paesi europei – a eccezione di Irlanda e Spagna – invitano a prepararsi alla guerra.

Da “Come può esistere un’Europa schiacciata fra Trump e Putin? Oltre le politichette, è l’ora di un nuovo patriottismo continentale” di Alfonso Berardinelli (“Il Foglio”).

Sarebbe ora, è l’ora di un patriottismo europeo, di un patriottismo continentale. Non un sogno, ma sempre più una necessità che non può più essere un’ipotesi da relegare in secondo piano. La politichetta, le politichette nazionali in cui gli europei sono immersi con la mediocrità dei loro leader, lo squallore culturale dei loro partitini e la povertà delle sue agende, nascondono l’urgenza prattica e attuale del problmea europeo.

Da “Sua Intermittenza” di Marco Travaglio (“Il Fatto Quotidiano”).

Come ogni anno, siamo tutti in festa perché l’elettrizzante discorso di San Silvestro del presidente della Repubblica ha stabilito un nuovo record di ascolti: il fatto che osse a reti unificate Rai, La7, Mediaset (due su tre), Sky e Tv2000 non deve ingannare. Il bbom di share è senz’altro dovuto alla travolgente frizzantezza dell’omelia, che ho apprezzato nelle brevi pause fra le botte di sonno e gli attacchi di narcolessia.

Da “La sfida di un’Europa adulta” di Michele Marchi (“Il Messaggero”).

Poteva essere un anno fatale. Occorre sottolinearlo, con un sospiro di sollievo e anche un minimo di giustificata soddisfazione, non lo è stato. L’Unione europea ha retto l’urto. Quale urto? Quello dell’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca. La politica dei dazi da un lato e il progressivo disimpegno statunitense dal fronte ucraino dall’altro hanno fatto vacillare l’Ue.

Da “Quei figli morti un lutto senza fine” di Massimo Recalcati (“La Repubblica”).

Non ci sono parole, si dice in questi casi. E si dice la verità. Non ce ne sono infatti per descrivere la disperazione dei sopravvissuti alla tragedia di questo Capodanno, che si è consumata in un locale nel quale si festeggiava la notte di San Silvestro. Non ci sono parole per chi, mentre celebrava la nascita del nuovo anno, ha perso la propria vita.


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