
Vanno dai quattro agli otto mesi le condanne comminate da un tribunale parigino a dieci persone ritenute protagoniste di cyberbullismo ai danni di Brigitte Macron, la moglie del presidente francese Emmanuel Macron. Gli indagati portavano avanti la tesi secondo cui la Premiere Dame sia una donna trans nata uomo. Altri post e commenti riguardavano commenti ingiuriosi sulla differenza d’età tra i coniugi, parlando finanche di presunta pedofilia.
Assente all’udienza, uno dei condannati dovrà scontare sei mesi in carcere; gli altri nove, tra cui due donne, godranno invece della sospensione della pena, che sconteranno dunque in modi alternativi comunque lontani da una cella. Hanno dai 41 ai 65 anni e sono in gran parte figure note all’opinione pubblica transalpina.
Secondo il giudice, gli imputati avrebbero utilizzato un linguaggio “malevolo, degradante e offensivo” con “l’intenzione di danneggiare la querelante”.