• Mentre cresce a dismisura l’attesa per l’ultimo e definitivo capitolo di “Stranger Things“, la serie tv Netflix scritta e (in gran parte) diretta dai fratelli Duffer, arrivano i commenti, anche al vetriolo, dei vip. Polemiche, va detto, più di stampo politico, che però certo non scalfiscono l’immensa passione per il programma e la curiosità per il suo epilogo, disponibile a partire dalle 2 del mattino italiane del 1° gennaio.

    ——- ALLERTA SPOILER ——-

    Sulla graticola è finita la scena, chiacchieratissima sui social, del coming out di Will. Ribadiamo: più dal punto di vista politico che tecnico, visto che sono rimasti i fan duri e puri a lamentarsi per una storia a dir loro non comparabile con le stagioni passate. E domenica è arrivato il post di Elon Musk. “È completamente non necessaria e forzata – ha scritto il miliardario parlando di quella scena – per un’audience che vuole godersi solo un po’ di fantascienza“.

    A parte il fatto che “forzato” potrebbe essere già classificare “Stranger Things” come una serie di fantascienza e basta, ma come ricorda questo articolo del Secolo XIX l’omosessualità di Will non era questa gran novità. Per i fan della prima ora, infatti, le forzature sono ben altre.

  • Consultato da Adnkronos Salute, il direttore Malattie infettive del policlinico “San Martino” di Genova, Matteo Bassetti, mette in guardia sull’influenza che circola in questo periodo. Il noto infettivologo parla infatti della possibile insorgenza di “polmoniti impegnative” non solo per le persone anziane. E ad anticiparle sono giorni di febbre anche alta, stanchezza e dolori muscolari, il tutto talvolta accompagnato da tosse secca e persistente.

    Il maggior numero di casi relativi a queste polmoniti gravi – dice ancora Bassetti – sono registrati nelle regioni in cui ci si è vaccinati meno per l’influenza 2025: Sardegna, Campania e Sicilia.

  • Da “La libertà del Far West e l’Europa” di Paolo Giordano (“Corriere della Sera”).

    La libertà è un concetto sfuggente. Quando non la si possiede è perfettamente chiaro cos’è, ma diventa complicato definirla se la si ha ancora. E “libertà” è forse la parola più maltrattata del 2025, questo “anno breve” che volge al termine. È arrivato il momento di constatare che, dicendo “libertà”, oggi non parliamo necessariamente, tutti, della stessa cosa.

    Da “Da oggi chi rompe non paga più nulla” di Nadia Urbinati (“Domani”)

    Il peggiore governo della Repubblica. E non solo perché i salari sono al palo. In questi giorni di feste natalizie sta portando a termine la demolizione di un pezzo cruciale di governo limitato che avvia l’Italia verso un regime post-liberale, dove per liberalismo si deve intendere l’insieme degli istituti di garanzia con funzione di controllo e limitazione del potere politico.

    Da “La guerra non è colpa dei maschi prevaricatori, ma di chi odia la nostra libertà. Molte donne lo sanno, e non hanno paura di combattere” di Maurizio Crippa (“Il Foglio).

    Nel suo magnifico repertorio della “Storia universale dell’infamia” Borges racconta di una donna di guerra, e di guerra piratesca, che oggi diremmo sporca, la temibile e leggendaria Ching Shih, la vedova dell’ammiraglio Ching, “donna nodosa, dagli occhi assonnati e dal sorriso cariato”, ma abile e spietata nell’arte di combattere. Per “tredici anni di metodica avventura” le sue flotte razziarono e ridussero al terrore il Mar della Cina e le truppe all’imperatore, che alla fine con la Vedeva venne a patti. Basterebbero queste rapide pagine di Borges a smentire la pagina che Michele Serra ha dedicato domenica, su Repubblica, all’idea che le guerre siano una colpa, ennesima, di genere: vecchi satrapi o quantomeno boomer in servizio militare permanente. Non se la prenda Serra, di cui si apprezza il volontaristico sforzo di assumersi una colpa collettiva, tale quale quando altri boomer maschi si sforzano di caricarsi di quelle della prevaricazione sessuale, sempre facendo di ogni erba un genere.

    Da “Questione di cellule” di Marco Travaglio (“Il Fatto Quotidiano”).

    Le reazioni bercianti della destra e della sinistra di destra agli arresti dei “finanziatori di Hamas dall’Italia” oscillano tra il ridicolo e il vergognoso. Non staremo qui a menarla con la presunzione di non colpevolezza di cui cianciano sempre quando viene indagato uno di loro per non parlare dei fatti: qui dagli atti appare probabile che gli arrestati finanziassero davvero Hamas. Ed è una gioia scoprire che il governo ha trovato finalmente qualche magistrato buono: infatti elogia i pm, il gip che dà loro ragione (ma non perché sia “appiattito” in quanto “collega”), l’indagine (benemerita, mica uno “scontro fra giustizia e terrorismo”) e financo le intercettazioni (quelle che di solito Nordio definisce “barbarie medievale” e vuole abolire).

    Da “L’economia che frena è il nemico dello zar” di Fabrizio Galimberti (“Il Messaggero”).

    Il Duca di Wellington disse che Waterloo fu vinta sui campi da gioco di Eton. Parafrasando, potremmo dire che la Russia vincerà o perderà la guerra in Ucraina a seconda dei suoi effetti sui campi, sulle fabbriche e sul tessuto produttivo dell’economia russa? La risposta alla domanda è tanto più urgente adesso che si aprono spiragli di pace per quella guerra nel cuore dell’Europa.

  • Il “record” del numero di eventi meteorologici estremi dovuti in gran parte al cambiamento climatico spetta sempre al 2023 con 383, ma l’anno che volge al termine è stato altrettanto foriero di episodi gravi. Il bilancio 2025 dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente parla infatti di 376 eventi in Italia, con un aumento del 5,9% rispetto a un anno fa.

    E se Lombardia, Sicilia e Toscana sono state le regioni più interessate, di contro Sardegna, Sicilia e Puglia sono state le principali vittime della siccità. Le province di Genova, Messina e Torino hanno riportato il maggior numero di casi. Analizzando le cause di questi ultimi, spicca certamente quel +94,1% relativo a episodi dovuti a temperature fuori norma.

    Desta infine preoccupazione la stima dei danni: 11,9 miliardi di euro e potrebbero diventare 34,2 miliardi entro il 2029.

  • 16.46 – In una nota, il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, torna sul presunto attacco alla villa di Vladimir Putin. “Sono fiducioso – scrive – che la natura razzista del regime di Kiev e il cinismo dei suoi sponsor esterni siano chiaramente visibili ai membri onesti della comunità internazionale, i quali non possono fare a meno di comprendere che, senza la fine di tutta questa politica criminale, i negoziati per raggiungere una soluzione affidabile e duratura alla crisi ucraina non potranno avere successo”.

    11.40 – Sarebbe al momento in corso una riunione dei leader europei sulla guerra in Ucraina, così come annunciato su X dal portavoce del governo polacco Adam Szlapka. Nel frattempo Mosca, come scrive l’Ansa, respinge al mittente le accuse sulla veridicità dell’attacco a Putin.

    10.33 – In un post su X, il primo ministro indiano Narendra Modi si definisce “profondamente preoccupato per le notizie relative all’attacco alla residenza del Presidente della Federazione Russa“. “Gli sforzi diplomatici in corso – scrive ancora il premier – rappresentano la via più praticabile per porre fine alle ostilità e raggiungere la pace. Esortiamo tutti gli interessati a rimanere concentrati su questi sforzi e a evitare qualsiasi azione che possa comprometterli”.

    10.02 – Secondo quanto riferisce la Bbc, sarebbero tra 243.000 e 352.000 i soldati russi morti negli ultimi 10 mesi. Nel loro consueto bollettino, le forze armate di Kiev parlano di più di 1,2 milioni di perdite per i russi dall’invasione del febbraio 2022.

    9.46 – Sono ancora molti i dubbi circa il presunto attacco alla villa del presidente Vladimir Putin da parte di 91 droni, come ha accusato ieri la Russia. Anzi, scrive Il Post, si fa largo la certezza che si tratti di una notizia falsa.

  • 11.05 – Fuorigioco quando l’attaccante è “completamente oltre” il difensore avversario. È così che il presidente della Fifa, Gianni Infantino, vorrebbe cambiare la regola del fuorigioco. Sebbene, come ricorda giustamente Tuttosport, il concetto di “completamente oltre” sarebbe tutto un programma.

    8.55Inter sempre in testa, ma con un punto in meno rispetto alla classifica reale (35 contro 36), e a seguire Roma e Napoli a 33. Poi Juventus (32), Lazio (29) e Bologna (28). Questa la possibile classifica della Serie A senza errori arbitrali. Ne parla qui Virgilio Sport.

  • Dall’ultima seduta del 2025 del Consiglio della Città Metropolitana di Roma Capitale arriva l’approvazione del bilancio previsionale per il triennio 2026-2028.

    Tra i 31 investimenti contenuti nel dispositivo, spiccano quelli riguardanti l’edilizia scolastica, per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, e quello, da 12,1 milioni, per la strada di collegamento tra Tivoli e Guidonia. Altri tre nuovi edifici scolastici saranno poi realizzati tra Roma, Fiumicino e Selva Candida.

    Come riporta Roma Today, il territorio della ex provincia lamenta tuttavia la mancanza dei 60 milioni di contributo straordinario garantiti un tempo dal Decreto Aiuti non rinnovato dal governo Meloni. A denunciarlo è il Partito democratico locale.